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Guida pratica al plastimodellismo

E

Emanuele

Ragazzi, a dir la verità manca ancora qualcosa. In aggiunta a quanto detto nel post precedente ci sarebbe da aggiungere qualcosina anche a quanto già scritto sinora, purtroppo però questi giorni ho davvero poco tempo a disposizione per cui non so quando il lavoro possa essere completato. Diciamo che quanto detto sinora è una guida generale per chi vuole iniziare a fare modellismo, spero però di portarla ad una guida con più particolari ed anche più consigli. Si è parlato per esempio poco di come trattare i colori delle varie marche, ed in più vorrei aggiungere qualcosa sulle tecniche di sporcatura.
 

gianlucag

Membro Senior
Io mi stò scervellando per capire come sono le varie tecniche di sporcatura, invecchiamento ....quelle finezze che rendono il modello reale..
Sulel varie riviste si parla di lavaggi ...ma come si fanno di preciso?
 
E

Emanuele

Mi dovete scusare ragazzi ma faccio fatica a proporvi quello vi ho promesso in tempi brevi. Spero qualcosina venerdì. :(
 

gianlucag

Membro Senior
Ma noi apsettimao tutto i ltempo che vuoi..già con questa guida ci fai un grande favore!! Grazie e ancora complimenti
 
E

Emanuele

Ultime perle di saggezza pre natalizie grazie al contributo di Paolo Maglio- paolomaglio@gmail.com

PER INIZIARE
Scelta della scala:
Le scale tipiche degli aerei sono la 1/32, 1//48 e la 1/72.
La scala 1/32 è quella maggiormente in voga in USA dove evidentemnte le case sono un po' più grandi delle nostre. Richiede grossi dispendi di denaro e molto spazio a disposizione.
La scala 72 di solito (ma non sempre) è la più economica, è l'ideale per certi soggetti tipo i quadrimotori della WWII ma è un po' piccola per altri (vedi A-4). Per lavorare in questa scala ci vogliono occhi buoni!
La scala 48 è quella che prediligo in qunto un compromesso fra le due precedenti offre i vantaggi dell'una senza gli svantaggi dell'altra.
In sostanza prima di scegliere una scala è meglio che scegliete un soggetto, se in 48 è troppo grande passate alla 72, se pensate sia troppo piccolo.. beh beati voi! siete destinati alla 32.

Sulla scelta del soggetto:
Siamo quasi tutti appassionati di fast jet ma se siete alle prime armi scordativi i Tomcat! Prima dovete farvi le ossa.
Siccome quello che conta è divertirsi (come ci ripetiamo sempre) ritengo che per divertirci dobbiamo essere soddisatti di quello che stiamo facendo, Per ottenere ciò dobbiamo scegliere un progetto alla nostra portata, solo così potremmo trarne la soddisfazione necessaria ad andare avanti e farne ancora.
La parte più difficile del modellismo non è la colorazione (come molti pensano) ma il montaggio. Quindi scegliete un soggetto facile da montare.
Niente kit a tiratura limitata, resine, biplani pieni di tiranti etc...
Io consgilio i kit Tamiya, sono bellissimi e molto facili da montare. Sui P-47 Tamiya (sia in 72 che in 48) non occorre l'uso dello stucco e spesso anche la colla è inutile. Avvicinando i pezzi alla loro sede udirete un caratteristico "click" e con soddisfazione noterete la perfezione degli incasti.
Non pensate che un kit Tamiay sia costoso: le scatole Tamiya spesso non abbisognano di fotoincisioni, decals, resine etc... quindi riparmiate comunque.
Ma visto che siamo appassionati di JET quindi diamo qualche indicazione sui JEt facili da montare: in 72 consiglio la serie di F-16 della Revell (stampo nuovo) gli A-4 della Fujimi, gli F-4 Hasegawa, lo Skyray e l'F-16C Tamiya e gli F-104 ReveLL o Hasegawa.
Per i jet in 48 di facili ce ne sono davvero pochi: gli A-4 Hasegawa, lo Skyray Tamiya, l'F-104G Hasegawa e l'F-15E Revell,
Tutti gli altri kit sono sempre belli (serie Hasegawa di F-4, F-16, F14, F-15 e F-18) ma presentano grosse difficoltà di montaggio che potrebbero scoraggiar eun neofita.

La colla:
Ora che avete un modello vi servirà la colla. Scordatevi il tubetto di Britfix della vostra infanzia. Oggi i modelli prima si montano e poi si incollano. E' un esagerazione ma non troppo: coi modelli di oggi è bne prima accostare le parti a secco, farle aderire alla perfezione, e poi passare una pennellata veloce di colla superliquida che per capillarità colmerà tutti gli spazi.
Ci sono diverse colle liquide, specie in USA; ma la migliore è la Tamiya col tappo verde e pennello fino (occhio ai vapori di tutte le colle, lavorate sempre con la finestra aperta!).
Per superfici particolarmente vaste la colla liquida non va bene perchè secca troppo in fretta, in questo caso usate la Faller o la Revell, quelle col tubicino metallico che spunta dal flaconcino. Mettentene sempre poca, troppa fonde la plastica e cola dove non deve.
La colla cianoacrilica può esser emolto utile nel modellismo ma se arete scelto un modello fra quelli consigliati non dovrebbe servirvi, specie se non aggiungerete resine e fotoincisioni.

Lo Stucco.
Sempre meglio non usarlo perchè stucco significa carteggiatura che equivale a perdita di dettaglio!
Però spesso ci vuole perchè il nostro modello non può avere nemmeno la minima microfessura.
Allora vi consgiglio: per colmare una giunziole alal fusoliera, lunga e sottile, usate una striscia di plastcard sottile, sarà più facile da carteggiare rispetto alla stucco e non rovinerete le zone circostanti.
Per piccoli gap usate il surfacer che si carteggia con un panno imbevuto di alcool e, ancora una volta, non rovina la plastica.
Usate lo stucco solo per grossi buchi!

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I COLORI
Humbrol: buoni a pennello, a spruzzo necessitano di un aerografo robusto e non troppo preciso, sono indistruttibili una volta asciutti, puzzano, grana poco fine, nelle mimetiche bisogna sempre mascherare! Ci guadagnano parecchio ad essere leggermente carteggiati (una volta sciutti) diventano fini, si rompe la grana e si ottengono superfici perfettamente liscie e molto robuste per ricevere le decals e i lavaggi con gli olii. Per carteggiare meglio usare Micro Mesh oppure un foglio da 1000 molto ma molto vecchio!

Testors: finitura troppo opaca, gessosa, non sono abbastanza fini sono difficili da diluire, se li diluisci troppo si stracciano, hanno alcune tinte francesi e svedesi difficli da trovare in altre serie.

Tamiya: i miei preferiti, a pennello semplicemente non si stendono ma ad aerografo sono meravigliosi, hanno l'unico bianco che non ingiallisce MAI, sono molto fini, docili, duttili, mediamente delicati, sopportano la copertura con la Future, vanno diluiti col loro diluente specifico oppure con la nitro (!) molti usano alcool o acqua ma vi assicuro che il risultato cambia, eccome!
Hanno il difetto di avere pochi colori utili per gli aerei ma sono facili da mescolare per crearsi nuove tinte.

Gunze Aqueos: sarebbero acrilici ma danno il meglio di sè se diluiti con Mr. thinner che è una nitro! Hanno il vantaggio di essere raccomandati da molti produttori (Hasegawa, Eduard, Fujimi, etc..) in questo modo è sempre facile trovare il colore che ci serve,specie se non disponiamo di ampia documentazione. Hanno una gamma di colori pressocchè infinita. Indispensabili per i grigi dei caccia moderni. Non sopportano la copertura con Future (usate Clear Tamiya) sono poco resistenti anche da asciutti, possono scioglirsi anche solo coi prodotti per decals, occhio alle ditate!

Mr. Colour: sono i Gunze non acrilici ma alla nitro, un prodotto meraviglioso ma venduto in una bottiglietta quasi priva di diluente, vanno quindi preparati a parte prima di spruzzare e diluiti fino al 70%!! Diversamente sparerete ragnatele! Sono bellissimi, l'effetto è quello della seta e sono pure resistenti. Poco costosi (visto che ti vendono quasi solo pigmaneto) sono difficili da trovare in Europa.

ACLAD II ottimi per le finiture metalliche, non vanno diluiti pe rnulla, abbisognano di un abase solida; nero lucido pe ril cromo, di qualsiasi colore per le altre tinte. Possono darsi anche sulla plastica lucidata (compound Tamiya o Gunze).

Xtracolor: si diluiscono col loro solvente che è petrolio lampante ( o rettificato- UNA PUZZA!!!), sono lucidi quindi non abbisognano di Future, odiosi i barattoli tipo Humbrol, non durano a lungo come quelli con tappo a vite, sono resistenti ma non quanto gli Humbrol. Dello stesso tipo sono i colori della DACO. Si spruzzano benissimo anche senza mascherature(Vedi mio F-104C)

Xtracrilic: colori acrilici VERI,molto validi, si diluiscono vermente con acqua, se dalle vostre parti c'è acqua molto calcarea meglio usare acqua minerale o distillata per diluirli. Sono delicati, necessitano di base e di protettivo finale altrimenti si pelano con le dita. Sono facili da stendere a pennello.

Vallejo: i migliori acrilici (veri) in commercio, ci sono sia in versione AIR, spruzzabili che in versione standar da stendere a pennello. Comodissimo il tappo con contagocce, io li uso per le ruote, i sedili, il cockpit e tutti i dettagli minuti, anche rosa e bianco sono coprenti! Sono delicati vogliono base e protettivo altrimenti si pelano.

Lifecolor, grana un po' grossa, più che acrilici sono vinilici, delicati, si spellano facilmente, non è possibile spuzzarci una mimetica fine.

Polly's acrilici USA, ottimi, economici, si diluiscono davvero con acqua, sono anche resistenti.

La diluizione dei colori cambia da prodotto a prodotto, da aerografo ad aerografo e dal tipo di risultato che si cerca, impossibile dare una formula, i Vallejo air sono già diluiti, pronti all'uso, i Mr color sono densissimi, la IWATA 0,2 vuole colori come acqua, la badger 1,0 o lo spruzzatore Revell non credo proprio..

La riduzione del colore in scala dipende da molti fattori, i Warbird colours della Aeromaster erano già schiariti da barattolo, altre tinte come Xtracolor sono piuttosto scure. Si trova tuttavia comunemente un Faded Olive Drab e altri simili.
Per decidersi se aggiungere giallo, bianco o grigio al colore base bisogna guardarsi quante più foto possibili (e qui i fotografi come Max diventano gli Dei del Modellismo!).

Si chiamano acrilici tutti i colori con una base di acqua nella composizione, Alcuni come Vallejo e Xracrilic sono VERAMENTE acrilici e se aggiungi acqua li diluisci e non li danneggi. Altri sono acrilici per modo di dire...I Gunze ad sempio contengono acqua ma anche alcool di vari tipi e nitro. Si diluiscono al meglio solo con la nitro! I Tamiya vanno sempre diluiti col loro diluente che è un mix di acqua e un tipo di alcool sintetico (credo sia metanolo ma non sono un chimico e potrei sbaglairmi sul nome), quindi se aggiungi solo acqua per diluirli li indebolisci, non avranno più il loro potere grippante e salteranno via dalla plastica con estrema facilità.
Acqua ed alcool sono pessimi diluenti in generale e vanno evitati quando possibile perchè sono quelli che creano i maggiori tappi nell'aerografo.
Altri colori acrilici come i Lifecolor sono in realtà vinilici, se aggiungi solo acqua nel diluirli li disgreghi, il loro diluente invece contiene acqua ma anche un grippante tensioattivo che li tiene insieme.
In conclusione risparmia sui prodotti per pulire pennelli e aerografo (acqua e alcool denaturato) ma usa sempre i diluenti specifici per ogni colore, alla fine risparmi sia tempo che denaro e i risultati saranno migliori.
E' vero che il diluente spesso costa molto ma in fondo se ne usano poche gocce ogni vlta...quindi dura anche molto.

Pulire l'aerografo. se si usano colori acrilici di qualsiasi tipo (Vallejo, Gunze, Tamiya,e etc..) l'acquaragia non è molto raccomandata, meglio l'alcool denaturato, è meno costoso, meno nocivo e più efficace. L'acquaragia va bene per gli enamels (Humbrol, Model Master, etc..) per i laquers ci vuole la nitro (Xtracolor, WEM, DACO, MR COLOR; GAIANTEOS, etc..).

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SPORCATURA
Drybrushing:
E' la tecnica giusta per gli Humbrol o per altri colori enamel ad asciugatura lenta, serve a mettere in evidenza i rilievi. Nel modellismo aeronautico va usata sopratutto nel cokpit, pannello strumenti e sedile.
Dopo aver mescolato molto bene il colore se ne mette una goccia su un pezzo di carta. Poi si prende un pennello morbido e a punta piatta, si bagnano sulla goccia di colore solo i 2/3 superiori delle setole e si comincia a strofinare il pennello sul foglio di carta finchè non lascia più tracce. In questa fase lavorate veloci perchè il colore non si deve seccare sulle setole ma deve semplicemnte esaurirsi, o quasi. A questo punto passate i pennello sulla parte che volete evidenziare, Ovviamente quella parte doveva già essere colorata con la tinta base opaca! Un solo passaggio di solito non basta, lavorate con calma a più riprese, l'effetto si vedrà col tempo, è essenziale cohe non emergano le striature del pennello. Ad ogni passaggio qualche pigmento di colore andrà a depositarsi sulle sporgenze ed alla fine avrete un effetto omogeneo e molto realistico.
Un altro colore molto adatto a questa tecnica è il cromo della Testors, qui basta strofinare il pennello sui residui di colore che rimangono attaccati sotto il tappo, la tecnica poi è la stessa illustrata per gli Humbrol.
I colori acrilici non funzionano bene per questa tecnica, asciugano troppo in fretta e non sono abbastanza grassi.

Preombraggio
Tecnica molto utile e valida su alcuni soggetti tipo gli aerei US Navy in grigio e grigio bianco oppure per i più faticati soggetti WWII.
A modello ancora sverniciato si spruzza del nero molto diluito lungo le pannellature, volendo, specie per gli aerei imbarcati moderni, si possono fare dei pois viola o marroni qua e là. Poi si copre tutto con il primer e/o col grigio della mimetica facendo attenzione a far sì che le macchie e i segni sottostanti si possano intravedere per trasparenza.
Devo dire che questo non è un sistema facile. Ci vuole molta esperienza ed è difficile controllarlo: basta un velo di vernice in più e non vedrete alcun effetto, se invece non metete abbastanza colore otterete un orribile patchwork!
Per i colori di base usate quelli che preferite purchè sia possibile diluirli per bene. Per i colori della mimetica suggerisco Tamiya o Gunze. Humbrol, Xtracolor, WEM et similia non renderebbero l'effetto trasparenza in quanto troppo comprenti.

POST-ombraggio
E' la tecnica che prediligo in quanto più facile da controllare e gestire.
Qui si finisce il modello con la sua mimetica e si aggiungono dopo sporcature o sbiaditure col colore base scurito o sbiadito ad hoc.
Per modificare il colore base fate attenzione, a volte è meglio aggiungere un grigio od un marroncino ad un verde perchè col bianco ottereste una tinta squillante!
Poi si ripassano i pannelli. Anche qui bisogna fare attenzione e vedere bene la documentazione. Sulla maggior parte dei soggetti aeronautici i pannelli sono più chiari al centro e più scuri lungo le pannellature.
Tuttavia se osservate i caccia della JASDF noterete che è vero il contrario!
I Giapponesi infatti sono ossesionati dalla corrosione e ripassano continuamente il colore base lungo le pannellature dove si ferma l'acqua.
Lo stesso discorso è vero anche per molti caccia US Navy per lo stesso motivo.

Lavaggi:
da applicare in aggiunta alle tecniche sopra descritte su quasi tutti i modelli, esclusi quelli delle pattuglie acrobatiche!!!!
Si possono usare Enamel molto diluiti su fondo acriclico, oppure oli su Humbrol o acrilici, oppure inchiostri (sono meno grassi e lasciano meno aloni, però non puzzano, non creano problemi di incompatibiltà e si puliscono più facilmente) su quello che vi pare.
L'essenziale è che il lavaggio non sia in grado si sciogliere il colore sottostante altrimenti rovinereste tutto irrimediabilmente.
Si usano colori molto diluiti (90% e oltre): nero, grigio e marroni per le superfici inferiori. Si stendono i colori con un pennello piatto su tutta la superficie e dopo pochi minuti si tira via l'eccesso con un panno morbido di cotone seguendo il verso del vento relativo.
Fate attenzione: se stendete il lavaggio su una base lucida otterete un effetto soft, al contrario su una base opaca il lavaggio gripperà e sporcherà di più!
La tecnica va usata dopo aver appicato le decals in modo da sporcare pure quelle.
Attenzione: quando si fa un lavaggio con nero o marrone diluito è necesario giocoforza utilizzare un colore con caratteristiche diverse da quello base: su base acrilica si può usare Humbrol, olii o inchiostri. Su base Humbrol usare solo gli acrilici. Humbrol su Humbrol per esempio non va bene per nulla.
Occhio alle vernici alla nitro che non sopportono gli oli e nemmeno gli Humbrol, nè sopra nè sotto.
Se nel kit ci sono pochi rilievi, pochi dettagli incisi e pochi bulloni è inutile metterci sopra un lavaggio, si rischia un risultato irrealistico.
In questi casi è meglio spruzzare prima la parte che si desidera sporcare di grigio scuro, poi spruzzare sopra il bianco facendo sì che il bianco sia coprente sulle superfici piatte e non proprio coprente nei rilievi. Si otterà in questo modo un effetto chiaroscuro molto realistico e naturale.

Un consiglio, personale e quindi non è una regola aurea. Finchè non si + sicuri è meglio fare aerei puliti, per le tecniche d'invecchiamento c'è sempre tempo per imparare. I vani carello in particolare sono spesso dipinti di bianco lucido e lavati di frequente per controllare che non ci siano perdite idrauiliche, Il bianco serve proprio ad evidenziare subito un'eventuale fuga d'olio. E' vero che queste parti si sporcano ad ogni atterraggio a causa della polverizzazione dei pneumatici che toccano la pista e dell'attrito dei freni, tuttavia farli puliti non è sbagliato perchè, come ho detto, spesso vengono puliti.
 
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