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La sicurezza sullo Shuttle.

F

federico

Autore discussione #1
<o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com<img src=" http:="" www.volovirtuale.com="" forum="" images="" smilies="" redface.gif="" border="0" alt="" title="Embarrassment" smilieid="2" class="inlineimg"></o:smarttagtype>(autore Fabio Pacucci)

I sistemi di sicurezza progettati per diminuire il rischio di incidenti durante una missione Shuttle sono praticamente infiniti. Tuttavia la sicurezza assoluta non esiste e non esisterà mai e, ancora oggi, viaggiare sullo Space Shuttle è una avventura ai limiti delle possibilità umane. Potrebbe sembrare strano, ma il sistema di sicurezza più affidabile ed efficiente presente sull’astronave è costituito… dagli astronauti stessi. Nessun computer potrà mai avere l’esperienza di un uomo nella valutazione dei rischi.<o></o>


Il lancio di uno Space Shuttle avviene in tempi relativamente rapidi ed è caratterizzato dal funzionamento, ai massimi livelli, di quasi tutti i sistemi. Per questo motivo è più probabile che un ipotetico incidente avvenga alla partenza. Perciò sono state studiate quattro manovre di emergenza da effettuare durante il tempo della propulsione, in funzione del momento in cui avviene un incidente ai motori.<o></o>
Tuttavia è importantissimo sottolineare che non è possibile effettuare alcuna manovra di emergenza durante il funzionamento dei booster, il vero incubo degli astronauti.<o></o>
I sistemi di annullamento della missione, con conseguente recupero della navetta sono:


  • l’RTLS (Return To the Launch Site),
  • il TAL (Transoceanic Abort Landing),
  • l’AOA (Abort Once Around),
  • l’ATO (Abort To Orbit).<o></o>
Nel caso si riscontrassero dei problemi durante i primi quattro minuti dopo il lancio (ma sempre dopo il distacco dei booster), viene effettuata una complessa manovra per spendere l’enorme energia cinetica acquistata e permettere il rientro immediato della navetta al Kennedy Space Center. Quando lo Space Shuttle non è più in grado di effettuare un RTLS, perché troppo lontano da Cape Canaveral, viene dichiarato il “Negative Return”. Se il guasto avviene da <st1:metricconverter productid="4 a" w:st="on">4 a</st1:metricconverter> 6 minuti dopo il lancio, lo Shuttle possiede un’energia sufficiente per attraversare l’Oceano Atlantico e atterrare in uno dei tre aeroporti autorizzati per questi atterraggi di emergenza: due in Spagna e uno in Francia (questo è il TAL). Il tragitto compiuto dallo Shuttle durante il lancio attraversa tutto l’Atlantico (i razzi viaggiano sempre in senso antiorario, cioè seguono la rotazione della Terra), fino a sfiorare Capo di Buona Speranza, in Sudafrica.<o></o>
Se il problema ai motori dovesse verificarsi dopo i sei minuti dal lancio, la navetta ha abbastanza energia da compiere un’intera orbita bassa e atterrare alla base militare di Edwards, in California (AOA).<o></o>
Infine, se il problema ai motori si verifica quando l’astronave ha acquistato una velocità sufficiente, l’orbiter viene immesso in un’orbita provvisoria, ma comunque stabile (ATO).<o></o>
Lo sfortunato comandante di Shuttle che dovesse affrontare una situazione di pericolo durante il lancio può, semplicemente girando una manopola, ordinare al computer di effettuare una qualsiasi delle manovre sopra esposte: queste vengono effettuate completamente in automatico.<o></o>
Nel caso in cui, durante il rientro, la navetta sia impossibilitata ad effettuare un atterraggio in sicurezza si procede all’abbandono della stessa. Si immette l’orbiter danneggiato in una traiettoria di volo planato sull’Oceano: quindi l’intero equipaggio abbandona l’astronave lanciandosi con il paracadute tramite un palo incurvato verso il basso rende vana la possibilità che un astronauta, lanciandosi dal portello, possa scontrarsi contro l’ala della navetta.<o></o>
Durante i primi test di volo degli Shuttle esisteva anche la possibilità di abbandonare l’astronave per mezzo dei seggiolini eiettabili che sparano gli occupanti del Ponte di Volo fuori dalla navetta. Questo sistema tuttavia non è mai stato operativo durante le missioni dello Space Shuttle.<o></o>
E bisogna aggiungere che la possibilità che il comandante di uno Space Shuttle decida di effettuare una delle manovre di emergenza è minima perché queste comportano dei gravissimi rischi. Interrompere la corsa dello Space Shuttle verso il cielo è estremamente rischioso e, per dirla tutta, dopo aver girato la manopola delle emergenze ci si può solo affidare alle preghiere. Immaginate le difficoltà insite nel dover frenare, magari con una “sgommata”, uno Space Shuttle coi motori a manetta! Di solito si preferisce rischiare e non poche sono state le occasioni in cui uno Space Shuttle è arrivato in orbita con uno o più motori malfunzionanti.<o></o>
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(autore Fabio Pacucci)
 

piccio84

PILOTA DI LINEA REALE
Supporter Platinum
#3
Ah non si faceva come si vede nel film "The Core" dove lo space shuttle in panne plana e atterra nel canale di una metropoli fermandosi proprio a due millimetri da un ponte?? :D :D :D
 
F

federico

Autore discussione #4
Sssse... più o meno :D

Una curiosità, in quel film l'Endeavour doveva fare una brutta fine, queste per lo meno erano le iniziali intenzioni degli autori. L'incidente occorso al Columbia pochi mesi prima, però, li ha costretti (questioni morali? chissà!) a cambiare l'intera parte della trama inserendo quell'evento inverosimile, cioè l'atterraggio in un canalone, il tutto dopo che il film era stato montato e pronto all'uscita nelle sale.

Fede ;)
 

piccio84

PILOTA DI LINEA REALE
Supporter Platinum
#5
Ma tu Fede, fammi capire... ma sei il PR della NASA?? :D :D
 

jetA1

Membro attivo
#7
sei stra informato sulle missioni shuttle....e allora ti chiedo, quando verrà pensionato a favore di nuovi aerospazioplani di cui si parla da tempo?
 

Jackal

Membro attivo
#9
<o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com<img src=" http:="" www.volovirtuale.com="" forum="" images="" smilies="" redface.gif="" border="0" alt="" title="Embarrassment" smilieid="2" class="inlineimg"></o:smarttagtype>(autore Fabio Pacucci)
Immaginate le difficoltà insite nel dover frenare, magari con una “sgommata”, uno Space Shuttle coi motori a manetta!
(autore Fabio Pacucci)
Vabbè, il post è interessante, ma questa è proprio una boiata... figuratevi se quando atterra uno shuttle (che poi atterra planando), tengono i motori "a manetta" mentre frenano con le ruote (al di là del fatto che i motori principali sono usati solo in decollo e in poche altre condizioni, a quel che so, visto che per la maggior parte delle manovre usano i secondary thrusters)... :rolleyes: Dopo aver letto questa frase, penso che l'autore può sicuramente fare il giornalista...
Ciao,

Corrado
 
#10
Molto interessante... riguardo a questo ""Immaginate le difficoltà insite nel dover frenare, magari con una “sgommata”, uno Space Shuttle coi motori a manetta!"" Credo che federico si riferisca al momento in cui lo shuttle si trova in volo e non al momento dell'atterraggio. View attachment 2260