VFR Object  

Torna indietro   Volovirtuale.com - il Portale dedicato al volo simulato > BENVENUTI SU VOLOVIRTUALE - Il Salotto di Volovirtuale > Il Salotto di Volo Virtuale
Registrazione Donate FAQ Lista utenti Calendario Gallery Segna forums come letti

Notices

Rispondi
 
LinkBack Strumenti discussione
Vecchio 11-12-2007, 20.49.17   #21 (permalink)
Amico di VV.com
 
Data registrazione: 27-11-2007
Messaggi: 108
Jackal is on a distinguished road
Predefinito

Citazione:
Originalmente inviato da lucaberta Visualizza messaggio
Ha anche detto che nei reparti della fabbrica che sono gia' stati fermati (ricordo che lo stabilimento e' in fase di dismissione) ovviamente non andava piu' a fare la manutenzione.

Non e' che magari qualche furbone vuol far risultare cose che non sono proprio esattamente vere, incolpando cosi' l'azienda che viene gia' processata dalla piazza, dai media e ahime' anche dai nostri tristi politicanti?

A pensare male ci si azzecca troppo spesso...

--L
Già, e chi dice che invece non sia che gli operai li facevano lavorare pure in una zona cosiddetta "dismessa" ma che in realtà funzionava ancora? E che magari veniva considerata tale per "risparmiare"... Direi che informazioni a riguardo non ce ne sono poi molte per poter stabilire quale sia il caso. Ad ogni modo se la zona è "dismessa" deve essere interdetto l'accesso! E se ci possono passare persone, i controlli di sicurezza vanno fatti, quindi la dichiarazione del tizio della ditta che controllava gli estintori mi sa di qualcosa al limite del criminale.
A proposito delle povere ditte che sono costrette a pagare quando gli operai non seguono tutte le precauzioni, penso che sappiate anche voi che fin troppo spesso ai lavoratori viene dato il manuale con tutte le norme di sicurezza, viene detto tutto ciò che bisogna fare in casi di emergenza, ma altrettanto semplicemente gli viene detto "Guarda, se fai così ci metti 3 volte il tempo necessario e quindi se vuoi continuare a lavorare qui, lascia pure perdere le norme di sicurezza". O se non viene detto esplicitamente, viene fatto capire.
Per fare un esempio meno drammatico, nella (grossa) azienda dove lavoro io dobbiamo trattare anche dati coperti da privacy; al corso che abbiamo fatto (e come politica ufficiale dell'azienda) ci hanno insegnato a leggere un paragrafetto dove chiediamo nel dettaglio il consenso al trattamento dei dati personali; solo per chiedere questo consenso, ci metteremmo al telefono 2 minuti ed il tempo della telefonata deve però rimanere sotto i 4 minuti per non far attendere i clienti. Morale della favola, se vuoi rimanere in ditta devi fare provvigioni altrimenti non ti rinnovano il contratto, quindi telefonate brevi, quindi tutto quello che la ditta ha insegnato sulla privacy si riduce a "Mi autorizza al trattamento dei dati personali?", cosa che LEGALMENTE potrebbe causare un sacco di casini. Beh, se l'azienda spinge ad operare in questo modo trascurando le stesse regole che lei stessa ha stabilito che devono essere seguite per essere in regola con la legge, è giusto che se vengono infrante paghi l'azienda. Non basta fare le regole e dire ai lavoratori quali sono: è anche necessario metterli nelle condizioni di poterle applicare.

Ciao,

Corrado
__________________
Corrado Sinigoi
Membership Coordinator - membership at vatita dot net or sinigoi at vatita dot net
Jackal non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 13-12-2007, 18.43.22   #22 (permalink)
Membro
 
L'avatar di lucaberta
 
Data registrazione: 27-11-2007
Residenza: Milano
Messaggi: 80
lucaberta is on a distinguished road
Predefinito

Riporto, cosi' come la ho trovata, una lettera pubblicata sul forum di Beppe Severgnini, "Italians". La trovo molto interessante, perche' sintetizza molto bene una cosa che avevo gia' sentito in qualche intervista immediatamente successiva all'incidente:

Citazione:
Caro Beppe,
il tragico incidente sul lavoro di Torino ha ricordato a molti di noi come esistano ancora nel 2007 molte persone che per qualche centinaio di euro al mese svolgono lavori sporchi e pericolosi. L'acciaio della linea 5 dello stabilimento ThyssenKrupp a Torino era destinato infatti alla costruzione di marmitte per auto, quelle auto che tutti noi usiamo ogni giorno dimenticando come sono state fatte.
Detto questo, dalle notizie riportate pare che l'incidente (una condotta che perde olio, il quale poi prende fuoco), di per sé grave ma non irrimediabile, sia stato drammaticamente peggiorato proprio dall'intervento degli operai, che dopo aver tentato di usare gli estintori (mezzi scarichi, e qui vanno cercate le responsabilità) avrebbero utilizzato acqua per spegnere l'incendio. Ora, da pompiere volontario sul mio luogo di lavoro sono stato sensibilizzato, fin dal mio primo corso di formazione, al fatto che un incendio di olio non vada MAI spento con acqua, la quale a contatto con l'olio in fiamme infatti vede le proprie molecole dissociarsi e l'idrogeno che la componeva infiammarsi, generando un'esplosione di dimensioni inimmaginabili. Per dare un'idea, durante le nostre esercitazioni (che non a caso si svolgono in un'acciaieria dismessa) siamo chiamati a spegnere un pentolino contenente olio in fiamme. Se per prova vi si getta UN BICCHIERE d'acqua, il pentolino «esplode» generando una palla di fuoco di oltre 10 metri (hai letto bene) di diametro. La soluzione (per un pentolino d'olio bollente) è avvicinarsi con uno straccio umido (ma da cui non coli acqua) e soffocare l'incendio sottraendo ossigeno.
Chiaramente i volumi di fuoco in gioco in un'acciaieria avrebbero richiesto un intervento all'altezza dell'incendio in corso, ma sicuramente l'uso di acqua era da evitare come la peste. La domanda è: perché operai a contatto quotidiano con questi prodotti non erano a conoscenza di queste informazioni basilari, che avrebbero potuto salvar loro la vita? E perché non erano formati a operazioni di spegnimento in un ambiente nel quale gli incendi di piccole, ma anche medie dimensioni, sembrano non essere poi così rari?
La lettera in originale la trovate qui:

http://www.corriere.it/solferino/sev...7-12-13/02.spm

E' cosi' impensabile che qualcuno degli operai, preso dal panico e dalla disperazione di vedere olio rovente sprizzare in giro, abbia fatto il gravissimo errore di usare un idrante, ottenendo quindi un effetto ancor piu' disastroso? Catena degli eventi, una cosa che magari poteva andare a colpire solamente un operai, di colpo e' diventata una condanna per 4 piu' 3 che sono in condizioni gravissime.

Ciao, Luca
lucaberta non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 13-12-2007, 20.10.33   #23 (permalink)
Membro
 
L'avatar di xadine
 
Data registrazione: 26-11-2007
Messaggi: 61
xadine is on a distinguished road
Predefinito

Non so quanti di voi hanno visitato un'acciaieria "vera", io posso dire di conoscerla abbastanza bene, perchè mio padre ci ha lavorato, e ha cominciato a portarmi lì quando avevo circa 4 anni.
Quell'ambiente mi piace descriverlo come "un girone dell'inferno", centimentri di scoria nera sul pavimento e sulle pareti, temperature intorno ai 1500 gradi, rumore, metallo incandescente. Ora lavoro in un fonderia di alluminio, che sembra l'eden a confronto, soprattutto per scelta del titolare, che ci tiene tantissimo alla pulizia.

Eppure ci sono persone che lavorano in questi "gironi infernali", per necessità o per scelta (è incredibilmente affascinante poter creare qualcosa, non so se mi spiego...). E i prodotti di questi posti di lavoro pazzeschi sono sotto i nostri occhi ovunque: i componenti delle auto, i termosifoni, l'alluminio per alimenti, i processori dei nostri pc ecc ecc.

Non possiamo eliminare questi luoghi di lavoro, tuttalpiù spostarli nei paesi lowcost (della serie "lontano dagli occhi, lontano dal cuore"...). L'unica cosa che si può fare è cercare di ridurre al minimo i rischi, con materiali adatti (olio auto estinguente), con attrezzature di sicurezza, con adeguata formazione al personale, allenando gli operatori a mantenere il sangue freddo e a fronteggiare i maniera corretta le emergenze.

Ora la magistratura definirà che cosa non ha funzionato. Ma la giustizia sommaria non serve a niente....
xadine non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 16-12-2007, 20.29.03   #24 (permalink)
Amico di VV.com
 
L'avatar di robg
 
Data registrazione: 26-11-2007
Residenza: venaria reale
Messaggi: 276
robg is on a distinguished road
Predefinito

purtroppo al ferale bilancio si e' aggiunta un'altra vittima!
@ xadine dillo a me!,ho passato i meglio anni della mia vita in acciaieria,pero' lo spettacolo di una colata mi emoziona ancora!

roberto
robg non è connesso   Rispondi citando
Rispondi

Strumenti discussione

Regole di scrittura
You may not post new threads
You may not post replies
You may not post attachments
You may not edit your posts

BB code is Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Attivato
Trackbacks are Attivato
Pingbacks are Attivato
Refbacks are Attivato


Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 07.06.29.


Powered by vBulletin versione 3.7.3
Copyright ©2000 - 2008, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.2.0
Traduzione italiana : www.vbulletin.it
Advertisement System V2.6 By   Branden
Copyright ©2005-2008, Volovirtuale.com