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Vecchio 17-01-2008, 14.48.16   #11 (permalink)
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quando ho tentato l'attacco a statistica, mi sono scontrato con questo Leonardo Fibonacci, poi ho scoperto che e` un uomo del 1200.......
non esistevano computer o calcolatrici, ma che mente era??????

http://it.wikipedia.org/wiki/Successione_di_Fibonacci
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Vecchio 17-01-2008, 17.46.26   #12 (permalink)
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...azz....non sapevo che l'aereo l'hanno provato per la prima volta 4 anni fa....apperò...evoluzione rapida quella dell'essere umano....

oppsss....
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Vecchio 21-01-2008, 14.53.42   #13 (permalink)
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ieri sera ho trovato i miei appunti di una lezione di metodologia e se magari a qualcuno interessa, provo a mettere il modello di Hempel di spiegazione scientifica. tenete presente i limiti e i difetti del presente scritto.

I FONDAMENTI DELLA SPIEGAZIONE N-D (NOMOLOGICA-DEDUTTIVA)

Il contributo più rilevante alla struttura logica della spiegazione scientifica (esplicativo-predittivo), è stato dato da Hempel. Il suo modello si sviluppa in un lasso di 40 anni e raccoglie delle critiche diversamente da quello di Lazarsfeld. Il modello Ste, riferito alla logica della spiegazione scientifica, possiamo descriverlo come un modello della teoria di spiegazione per sussunzione (Ste-Subsumtion Theory of Explanation). La forza di questo modello, sta nella natura delle leggi generali e nell’inferenza certa. La spiegazione scientifica è fondamentalmente un tipo di spiegazione teorica, controllabile sul piano empirico.

“Sussumere ~ Dedurre dal generale al particolare”.

Il tentativo di Hempel è quello di formulare una teoria unificata che riesca a dare conto, in termini di spiegazione e di previsione, di una serie diversificata di fenomeni di spiegazione: storica, fisica, psicologica, sociologica. Dalla teoria di Hempel, derivano due modelli relativi alla spiegazione:

a) modello nomologico deduttivo (N-D): si parte dalle leggi/nomos e da questa premessa deriviamo con certezza l’explanandum;
b) modello statistico induttivo (S-I): non abbiamo la certezza che, se l’explanans è vero, lo sia anche l’explanandum (mancano le leggi generali);

Modello nomologico deduttivo: modello, fondato su leggi e circostanze. Abbiamo un’inferenza di tipo deduttivo, noi deriviamo in maniera certa l’explanandum da un explanans. L’explanandum “E” è il fenomeno da spiegare, la spiegazione nomologica-deduttiva, risponde alla domanda: “perché il fenomeno-explanandum ha avuto luogo?” Partiamo sempre dall’evento E da spiegare.

L’explanans, l’insieme degli enunciati esplicativi, è la verità dell’explanandum. Se l’explanans è vero, allora anche l’explanandum sarà vero. L’explanans è formato da due elementi:

- enunciati di tipo “C”: descrivono fatti, circostanze, condizioni particolari antecedenti, in cui si verifica l’evento “E” che si intende spiegare;

- enunciati di tipo “L” leggi generali (carattere universale) preesistenti e ineccepibili, su cui si basa la spiegazione.

In una spiegazione N-D, l’explanandum è derivato logicamente e in maniera certa dall’explanans, è per questo motivo che l’informazione contenuta nell’explanans deve essere rilevante (rilevanza esplicativa) dal punto di vista esplicativo.
Noi deduciamo logicamente e con certezza il fenomeno da un argomento esplicativo. La struttura è simile a quella del sillogismo che viene introdotto con le premesse. Hempel pone l’esempio dell’explanandum “E” della “rottura di un radiatore di un’automobile”: mi accorgo che il radiatore della macchina si è rotto, e vado ad individuare alcuni eventi o circostanze antecedenti rilevanti (C1, C2, C3, C4):

· la macchina è stata esposta all’esterno in una notte particolarmente fredda con una temperatura al di sotto dello 0 termico;
· il radiatore era pieno di acqua;
· era di materiale metallico e poco flessibile;
· l’acqua contenuta al suo interno non aveva possibilità di fuoriuscire.

La forza del modello sta nelle sue leggi generali (universali):

· L1 secondo la quale con una temperatura al di sotto dello 0 un liquido si ghiaccia passando allo stato solido (tutte le volte);
· L2 legge dell’espansione, attraverso la quale io posso spiegare che l’acqua ghiacciata con il suo volume ha causato la rottura del radiatore (tutte le volte).

Le leggi generali, assumono una grande importanza perchè garantiscono la conoscenza nomologica (nomos/leggi). Esse vengono prima delle circostanze (che sono illimitate) e proprio per questo dovremmo illustrare il modello come: L, C/E. Grazie alle leggi, “criterio di rilevanza esplicativa” io riesco a selezionare le circostanze rilevanti che mi servono, dall’infinità di quelle non rilevanti (ad esempio: il colore della macchina o il tipo di benzina utilizzato, queste circostanze non mi servono, perché non esistono leggi in grado di spiegarle, posso solo fare ipotesi). Clausola “ceteris paribus”: date determinate circostanze e tutte le altre irrilevanti.

Un dettagliato resoconto esplicativo, non è riducibile ad una serie di operazioni di tipo logico-mentale, ma prevede l’impiego di un sofisticato impianto di tecniche e strumenti, atti alla rilevazione dei dati relativi alle condizioni antecedenti descritte.

Hempel fa cenno al “requisito della controllabilità”: collegare i termini concetti che occorrono negli enunciati (“C”, “L” ed “E”), a dati di carattere empirico, mediante procedure prestabilite.

E’ necessario conferire scientificità alla spiegazione mediante controllo empirico ed oggettivo. Assume un carattere di necessità, evitare la produzione di spiegazioni con asserti prodotti senza materiale osservativo. Quando la temperatura scende sotto lo 0 termico, io riesco ad osservare le stalattiti sulle fontane, ma quando parlo di destino o di sfortuna non posso osservare nulla, devo quindi introdurre sempre asserti che siano dotati di un collegamento a materiale osservativo, evitare le pseudo-spiegazioni non controllabili, ricorrere al patrimonio di conoscenze.
Cosa facciamo quando date certe condizioni e date certe leggi, non si verifica l’evento atteso? La causa potrebbe essere un’altra circostanza non considerata, la cui presenza ha determinato un esito diverso da quello che era lecito attendersi dal nostro sapere. Sono questi i momenti fecondi per la scienza, per capire quali circostanze e quali leggi hanno portato all’evento inatteso? L’importante è sempre trovare del materiale osservativo (forme di controllo).

Nel modello di spiegazione nomologica deduttiva, le leggi “L” e i principi teorici “C” dell’explanans svolgono la funzione di premessa e di via d’accesso all’explanandum “E”, e proprio per il loro carattere deduttivo, sono utilizzabili in entrambi i sensi. Per cui, da un evento di tipo “E”, e da una serie di leggi di tipo “L”, è possibile dedurre il tipo di circostanze “C”, che sono antecedenti e connesse all’evento “E”. Perché ciò avvenga è necessario che gli eventi siano coesistenti. Hempel cita la parabola della torre e dell’ombra, dalla quale si apprende che, assumendo una relazione di coesistenza tra le due grandezze, la lunghezza dell’ombra proiettata da una torre, può essere spiegata o spiegare l’altezza della torre.
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Vecchio 22-01-2008, 12.55.26   #14 (permalink)
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Se osservate le evoluzioni scentifiche di questi ultimi 100 anni, e li confrontate con la "vecchiaia" della razza umana (Direi che siamo diventati intelligenti e abbiamo smesso di mangiare banane da più di 5000 anni, vero?), sarete daccordo con mè che c'è qualcosa di anomalo.....come mai ci siamo evoluti così di botto?

Ma è possibile che non c'erano gli Einstain, Zikiki (si scrive così?) ecc.ecc.

Io ho una teoria, secondo mè molto valida, ma attendo che qualcuno azzardi...
Vediamo se azzardo giusto...
Dunque, premetto che di grandi pensatori ce ne sono stati anche in passato quindi notevoli balzi avatnti nella scienza si sono fatti anche in passato (Newton, Leibniz, Galileo, etc); detto questo, ritengo che quella che tu chiami "evoluzione anomala", diciamo pure "di botto" sia legata alla globalizzazione; non intesa nel senso che le si dà ora, ma proprio al fatto che alcune scoperte/invenzioni hanno reso il mondo un unico luogo, al contrario di quanto accadeva secoli fa quando l'Australia (non ancora scoperta) avrebbe potuto essere Nettuno quanto a possibilità di raggiungerla per esempio per un europeo. Conseguenza di questa globalizzazione è una spinta competitiva più elevata (più possibilità di confrontarsi), accentuata anche dai 2 conflitti mondiali; e a mio avviso una competitività più elevata porta ad uno sviluppo più rapido. C'ho preso più o meno con quello che volevi azzardare o è solo un'idea mia questa?
Ciao,

Corrado

P.S. Si scrive Zichichi... è italiano.
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Vecchio 22-01-2008, 13.04.26   #15 (permalink)
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Non so se è quello a cui pensava Lex, ma concordo con Corrado. Grandissimi pensatori ce ne sono stati anche in passato, esempio ne sono i matematici e filosofi greci. La scienza parte, almeno ufficialmente, da Galileo Galilei, da quanto, cioè, si procede all'osservazione dei fenomeni ed alla sperimentazione che deve portare ad un fenomeno riproducibile. In più non dimentichiamo il Medio Evo! Questi 1000 anni sono stati davvero un periodo buio e triste, anche e soprattutto per lo sviluppo del pensiero. Non a caso, finito il Medio Evo, c'è stata l'esplosione che ha portato l'uomo, in pochi anni sulla Luna.

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Vecchio 22-01-2008, 15.02.31   #16 (permalink)
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Vediamo se azzardo giusto...
Dunque, premetto che di grandi pensatori ce ne sono stati anche in passato quindi notevoli balzi avatnti nella scienza si sono fatti anche in passato (Newton, Leibniz, Galileo, etc); detto questo, ritengo che quella che tu chiami "evoluzione anomala", diciamo pure "di botto" sia legata alla globalizzazione; non intesa nel senso che le si dà ora, ma proprio al fatto che alcune scoperte/invenzioni hanno reso il mondo un unico luogo, al contrario di quanto accadeva secoli fa quando l'Australia (non ancora scoperta) avrebbe potuto essere Nettuno quanto a possibilità di raggiungerla per esempio per un europeo. Conseguenza di questa globalizzazione è una spinta competitiva più elevata (più possibilità di confrontarsi), accentuata anche dai 2 conflitti mondiali; e a mio avviso una competitività più elevata porta ad uno sviluppo più rapido. C'ho preso più o meno con quello che volevi azzardare o è solo un'idea mia questa?
Ciao,

Corrado

P.S. Si scrive Zichichi... è italiano.
Si e no.....

Concordo pienamente tutto quello che hai scritto, solo che il "botto", e mi riferisco a quello tecnologico, è in questi ultimi 150 anni.....o meglio:

vero che i grandi pensatori ci sono sempre stati, ma vero anche che le stesse materie prime che c'erano allora ci sono anche oggi...

Dici che è tutto merito della globalizzazione?.....mha.....io qualche dubbio ce l'ho!
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Vecchio 22-01-2008, 15.10.42   #17 (permalink)
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Personalmente credo che tutto ciò sia strettamente legato anche all'evoluzione tecnologica del secolo scorso. Gli scienziati prima del 900 non avevano a disposizione conoscenza, tecnologie e strumenti in possesso dei loro successori, pertanto nulla toglie che determinate scoperte non era proprio possibile farle. Negli anni passati mi sono interessato all'astronomia ed ho letto molti libri, soprattutto della grande Margherita Hack. E lei stessa dice che solo alle soglie del 2000 si sono iniziato a conoscere le prime fasi di nascita dell'universo, quei pochi millisecondi successivi al Big Bang. Perchè? Perchè prima l'uomo non era in grado di vedere così lontano come i limiti dell'universo. Per non parlare delle numerose e lontanissime galassie in cui nascono le stelle, o la presenza di pianeti extraterrestri, o il vuoto cosmico, l'antimateria. Prima erano solo supposizioni, ora iniziamo ad avere foto, riscontri reali.
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Vecchio 22-01-2008, 16.10.18   #18 (permalink)
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Si e no.....

Concordo pienamente tutto quello che hai scritto, solo che il "botto", e mi riferisco a quello tecnologico, è in questi ultimi 150 anni.....o meglio:

vero che i grandi pensatori ci sono sempre stati, ma vero anche che le stesse materie prime che c'erano allora ci sono anche oggi...

Dici che è tutto merito della globalizzazione?.....mha.....io qualche dubbio ce l'ho!
Sì e no; nel senso, è merito della competizione che a sua volta è figlia della globalizzazione. Non per niente le civiltà più avanzate del passato erano in Europa/Medio Oriente perchè c'erano diverse culture che si confrontavano / scontravano e che quindi per sopravvivere dovevano avanzare; al contrario in Australia ma anche in America dove le culture presenti erano in numero minore, il progresso tecnologico era rimasto indietro. Non ti pare?
Ciao,

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Vecchio 22-01-2008, 18.25.37   #19 (permalink)
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Sì e no; nel senso, è merito della competizione che a sua volta è figlia della globalizzazione. Non per niente le civiltà più avanzate del passato erano in Europa/Medio Oriente perchè c'erano diverse culture che si confrontavano / scontravano e che quindi per sopravvivere dovevano avanzare; al contrario in Australia ma anche in America dove le culture presenti erano in numero minore, il progresso tecnologico era rimasto indietro. Non ti pare?
Ciao,

Corrado
Si, assolutamente vero anche questo!

Riferendomi a Emanuele, la conoscenza ce la siamo creata anche guardandoci indietro, come la tecnologia ecc.ecc....e come lo abbiamo fatto noi, possibile, per esempio, che non l'abbiao fatto gli Egizi?

Io ho le mie teorie sull'evoluzione scentifica, un pò complicate da spiegare....
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Vecchio 23-01-2008, 15.33.01   #20 (permalink)
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Sì e no; nel senso, è merito della competizione che a sua volta è figlia della globalizzazione. Non per niente le civiltà più avanzate del passato erano in Europa/Medio Oriente perchè c'erano diverse culture che si confrontavano / scontravano e che quindi per sopravvivere dovevano avanzare; al contrario in Australia ma anche in America dove le culture presenti erano in numero minore, il progresso tecnologico era rimasto indietro. Non ti pare?
Ciao,

Corrado
ma in america e australia a quali culture ci riferiamo ad aborigeni e indiani o ai coloni arrivati dall'europa?
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