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Vecchio 09-12-2007, 01.23.37   #1 (permalink)
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Ciao, attualmente ho una asus a8n-e, athlon venice 3200+@2700, corsair DDR 550@227 FSB 340 in asincrono.....e una vecchia nforce 6600gt. Non so se passare a una msi 8800gt o a una sapphire hd 3850, sarei + propenso alla prima, anche se arrivo a una risoluzione di 1600x1200, che con la seconda ci starebbe anche. Quale delle due e dovro' anche cambiare computer per una resa ottimale di fsx?
Grazie
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Vecchio 09-12-2007, 12.10.05   #2 (permalink)
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Ciao, attualmente ho una asus a8n-e, athlon venice 3200+@2700, corsair DDR 550@227 FSB 340 in asincrono.....e una vecchia nforce 6600gt. Non so se passare a una msi 8800gt o a una sapphire hd 3850, sarei + propenso alla prima, anche se arrivo a una risoluzione di 1600x1200, che con la seconda ci starebbe anche. Quale delle due e dovro' anche cambiare computer per una resa ottimale di fsx?
Grazie
mmmm....da inesperto posso dirti solo che cambiando la scheda avresti poi uno sbilanciamento...per assurdo è come se avessi una 500 con le gomme della ferrari....almeno credo...poi aspettiamo gli esperti...
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Alfredo R.


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Vecchio 09-12-2007, 12.26.59   #3 (permalink)
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Esatto, non ha molto senso mettere una scheda video di fascia alta ma tenere tutto il resto invariato; come detto da Alfredo, sarebbe molto meglio cambiare tutto!
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Vecchio 09-12-2007, 12.28.36   #4 (permalink)
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Per FSX ci vuole una CPU bella potente, minimo un dual core per poter cominciare a dire che gira decentemente. Quindi il verdetto ti è già stato dato dagli amici precedenti... purtroppo
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Vecchio 09-12-2007, 17.43.20   #5 (permalink)
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La storia dei dual core....senza salire in cattedra eh........è alquanto una presa per i fondelli. I single core arrivati a potenze massime intorno ai 3 Ghz, non potevano essere portati a frequenze + elevate, dato che scaldavano troppo. Ecco il motivo per cui da un single core si è passato ai dual core, con pari frequenze dei single core (solo con una produzione a 45nm , presentata da intel il 12 novembre scorso, consumando di meno con queste nuove cpu e le prossime è lecito attendersi un ritorno alla crescita dei Ghz). Ogni core del dual core andrà ad esempio a 2800 Mhz, ma chiaramente non sarà una cpu che andrà a 5600 Mhz, in quanto ogni core utilizza il medesimo segnale di clock.
Ora quello che si sfrutta è il multitasking.....si possono effetuare + operazioni in contemporanea, sfruttando + cpu, come fare dek rendering, battere testi, ascoltare musica. Programmare in multithreading, cioè creare programmi dove il codice sia diviso per essere sfruttato da più core è veramente utopistico....e poi si devono considerare i tempi di latenza per immagazzinare i dati dai due core. In sostanza il problema era del surriscaldamento e si è passato ai dual, quad core, con tutti i problemi in essere sia tecnici che di programmazione
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Vecchio 09-12-2007, 18.05.32   #6 (permalink)
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La storia dei dual core....senza salire in cattedra eh........è alquanto una presa per i fondelli. I single core arrivati a potenze massime intorno ai 3 Ghz, non potevano essere portati a frequenze + elevate, dato che scaldavano troppo. Ecco il motivo per cui da un single core si è passato ai dual core, con pari frequenze dei single core (solo con una produzione a 45nm , presentata da intel il 12 novembre scorso, consumando di meno con queste nuove cpu e le prossime è lecito attendersi un ritorno alla crescita dei Ghz). Ogni core del dual core andrà ad esempio a 2800 Mhz, ma chiaramente non sarà una cpu che andrà a 5600 Mhz, in quanto ogni core utilizza il medesimo segnale di clock.
Ora quello che si sfrutta è il multitasking.....si possono effetuare + operazioni in contemporanea, sfruttando + cpu, come fare dek rendering, battere testi, ascoltare musica. Programmare in multithreading, cioè creare programmi dove il codice sia diviso per essere sfruttato da più core è veramente utopistico....e poi si devono considerare i tempi di latenza per immagazzinare i dati dai due core. In sostanza il problema era del surriscaldamento e si è passato ai dual, quad core, con tutti i problemi in essere sia tecnici che di programmazione
Appena ti legge Filippo ti ribalta. Nessuno ha mai pensato di andare al doppio della velocità in Mhz passando ad un dual core; comunque io venivo da un PIV a 3 Ghz e sono passato ad un E6700 solo a 2,66 Ghz e ti assicuro che non c'è paragone a tutti i livelli. Poi naturalmente sei libero di credere quello che vuoi
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Vecchio 09-12-2007, 19.44.19   #7 (permalink)
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Programmare in multithreading, cioè creare programmi dove il codice sia diviso per essere sfruttato da più core è veramente utopistico
Prova a dirlo a chi scrive i motori di rendering 3D, o CODEC audio/video. Me compreso, visto che ho passato tre anni della mia vita a sviluppare un CODEC video H.263 per terminali mobili, CODEC che girava su un tri-core (come il prossimo Phenom di AMD).

La programmazione multi-threaded non è affatto un'utopia. C'è gente che devolve la sua intera carriera professionale allo studio di tecniche per suddividere il carico di lavoro di un algoritmo in più entità indipendenti che poi possono essere mappate su thread eseguiti in modo concorrente. Certamente, programmare in multi-threading non è cosa che si fa tutti i giorni, e non è certo un argomento su cui un programmatore può avvicinarsi con leggerezza, specie se c'è di mezzo l'accesso a risorse condivise. Ma il multi-threading esiste e funziona, eccome.


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In sostanza il problema era del surriscaldamento
IL problema del surriscaldamento era un'esclusiva, anche se non credo che sia di quelle esclusive di cui andare fieri, dell'architettura NetBurst del Pentium 4 di Intel. Quell'architettura era fatta per scalare di brutto in frequenza, al costo di un'efficienza ridicola in termini di istruzioni per ciclo di clock (l'Athlon64 di AMD ne faceva molte di più). Purtroppo Intel quando aveva pensato la NetBurst aveva fatto i conti senza l'oste, nel senso che riteneva che nel giro di alcuni anni i progressi sulle tecnologie basate sul silicio avrebbero fatto passi avanti molto più sostanziosi di quanto in effetti non si sia poi verificato. Col risultato che i P4 erano condannati a morte: per funzionare bene dovevano essere tirati a frequenze di funzionamento spaventose per l'epoca (il P4 serie 500 è arrivato a 3,8 GHz...) ma così facendo ne venivano fuori correnti di leakage assurde (problema intrinseco della tecnologia costruttiva impiegata), con consumi di corrente da forno industriale (e anche le temperature sviluppate erano di quel genere lì).

L'introduzione del multi-core nel mondo consumer in realtà è arrivata anche, ma non solo, per questo motivo. IL fatto è che ormai i tempi erano maturi per poter integrare più cores a prezzi accessibili. Ne è riprova il fatto che le CPU dual-core (e le quad-core poco dopo) si sono diffuse con una velocità impressionante, ben superiore alle previsioni degli stessi produttori. E anche le tecniche di programmazione multi-threading erano ormai abbastanza ben consolidate, perlomeno nel settore del software professionale. E' bastato che Intel e AMD mettessero a disposizione degli strumenti di sviluppo un minimo intelligenti per rendere il multi-threading accessibile anche al mondo dei giochi.

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e poi si devono considerare i tempi di latenza per immagazzinare i dati dai due core. e si è passato ai dual, quad core, con tutti i problemi in essere sia tecnici che di programmazione
Il problema delle latenze di scambio dati tra i cores è stato ormai ben risolto, semplicemente introducendo caches di secondo livello condivise con dimensioni generose. Per dirti: se vai a vedere i benchmark dei nuovi Penryn di Intel, che hanno caches condivise da 6 MB (per i dual-core, i quad-core arrivano a 12), vedrai che i risultati sono pressoché gli stessi anche se disgraziatamente disabiliti la gestione della memoria in dual-channel, cosa questa che fino a poco tempo fa avrebbe messo in ginocchio il PC. Segno che ormai le architetture delle memorie cache, dedicate e condivise, sono così efficienti anche in ambiente multi-core, da rendere pressoché irrilevante la prestazione offerta dal sottosistema della RAM.

Ciao
Filippo
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Vecchio 09-12-2007, 20.39.44   #8 (permalink)
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...cut...
Quindi secondo te, siccome han visto che non riuscivano più a salire di frequenza? No, sei fuori strada!

Come dice Filippo il multi-threading esiste ed è vivo e vegeto, più di quanto tu possa pensare, credimi!

Ciao!
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Vecchio 09-12-2007, 23.47.19   #9 (permalink)
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Ehi qui vogliono avere ragione tutti...prima di dire a qlcuno di essere fuori strada e fare i saputelli ci si informa.............
Vigilius, in parte ti sei già risposto: i PIV erano delle sole di cpu, tanto che una come la tua a 3 Ghz era equivalente a un athlon 1800+. Con l'introduzione dei core intel ha scoperto che solo abbassando le sue frequenze ed ottimizzando la sua architettura poteva esprimere prestazioni migliori (lo ha scoperto una società israeliana per lei, diciamo quasi alla pari con amd). Da un processo produttivo di 65nm non si poteva chiedere di +, pena l'arrosto. Non potendo salire + di frequenza, si è passati al multicore. Il multithreading era così sviluppato che subito sono usciti giochi e programmi idonei a sfruttare i dual core...non mi risulta però. Addirittura un gioco simbolo del multithreading(in quanto sbandiera con la complicità di intel che supporta il quad core) cioè crysis, dai test non si nota differenza tra dual e quad core. Il multithreading è sviluppato come ho detto a livello professionale, dove le risorse sono maggiori, sia hardware che software. Il latency thread code, che è differente da quello che ha capito Filippo, non è gestito in maniera ottimale da un'architettura oggi esistente per sistemi desktop, sia daun punto di vista hardware che software. In parole povere ottimizzare un software affinchè i vari thread vengano gestiti in maniera ottimale, senza che vi siano latenze e/o spegnimenti di avvio di lettura per gestire le catene thread nei singoli passaggi di elaborazione per e da singolo core richiede tempo e quattrini, ma anche se fosse ottimizzato al meglio, non esiste un'architettura tipo xeon nei core, architettura studiata per ottimizzare un flusso di dati in thread, quindi fatica e danaro sprecati. Quello che viene elaborato nel secondo core è un paliativo con l'attuale architettura e a tratti è più veloce un athlon 3200+ di qlsiasi sistema dual o quad core. Un po' come, ma alla lontana, molto alla lontana con le DDR2 O DDR3, per sopperire alla latenza li si puo' ovviare aumentando la frequenza e benefici si avvertono solo a frequenza elevate, ma qui si deve aspettare un cambiamento radicale dell'architettura , tempo voglia e denare da parte dei programmatori.
Solo a partire dal 12-11-07, con la presentazione di intel della prima cpu quad core (Yorkfield), con processo produttivo a 45nm, ci si puo' attendere un ritorno alla crescita dei Ghz (chiaramente per i consumi ridotti), ma prima fermi a un processo produttivo a 65nm, senza possiilità di crescere di potenza si è giocato, puramete per esigenze di marketing la discutibile carta del multicore.........Altro fatto i costi per noi utenti salirebbero notevolmete
se si volesse realmete sfruttare il multicore.
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Vecchio 10-12-2007, 09.28.37   #10 (permalink)
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Con l'introduzione dei core intel ha scoperto che solo abbassando le sue frequenze ed ottimizzando la sua architettura poteva esprimere prestazioni migliori (lo ha scoperto una società israeliana per lei, diciamo quasi alla pari con amd).
Innanzitutto non è una "società israeliana" che ha scoperto che la NetBurst di Intel era una sola.

Semmai è stato uno stabilimento Intel in Israele, nel quale lavorava un brillante gruppo di ricerca di dipendenti Intel, che ha scoperto la cosa. E, a volerla proprio dire tutta, non ha scoperto un bel niente. Ha in pratica riesumato la vecchia, ma molto valida, architettura del Pentium III, ci ha messo dentro il (poco) buono che aveva la NetBurst, et voilà, è nato il Core 2.

http://www.ivc-online.com/ivcWeeklyI...articleID=3371

Quindi, come vedi, hai sparato a zero sul fatto che qui la gente parla senza sapere, ma a quanto pare anche le tue conoscenze sono un po' fallaci.


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Da un processo produttivo di 65nm non si poteva chiedere di +, pena l'arrosto
Forse non sai che la disgraziata architettura NetBurst del P4 era caratterizzata dal fatto che le ALU del processore giravano ad una frequenza doppia di quella del resto della CPU. Il Willamette, nome in codice dei primi esemplari del Pentium 4, giravano a 1,4 GHz, e quindi le relative ALU andavano a 2,8 GHz. Eppure il processo produttivo era quello a 180 nm, ben distanti dai 45 dei nuovi Penryn in arrivo con l'anno nuovo. Come dire che se il problema erano i GHz, già con un processo produttivo molto meno avanzato degli attuali si potevano raggiungere frequenze di funzionamento (almeno per parte della CPU) di tutto rispetto.

La morale della favola è che la possibilità scalare in frequenza non è esclusivamente un problema di raffinatezza del processo produttivo, ci sono altre variabili, forse ben più importanti, da considerare. Per esempio la quantità e la complessità della cache on-die: se ti ricordi, i prmi Intel Celeron basati sul core del Pentium II, totalmente privi di cache di secondo livello, potevano essere overcloccati di percentuali proibitive: modelli nati per funzionare a 333 MHz venivano tranquillamente tirati a 500 MHz senza nemmeno bisogno di particolari accorgimenti per il raffreddamento. In proporzione, sarebbe come voler prendere un Core 2 a 2,66 GHz e volerlo far andare a 4 GHz.

Il P4 avrebbe ben potuto andare oltre il traguardo dei 3,8 GHz (nei laboratori Intel sono stati prodotti esemplari, rimasti per la verità solo dei prototipi, che giravano a 5 GHz) ma per farlo sarebbero state necessarie delle pipeline così lunghe nelle ALU (già il Prescott aveva ALU con pipeline da oltre 30 stadi, contro i 12 del Pentium III da cui è derivato il Core 2 Duo) che in caso di mispredicted branch (ovvero: il software richiede un salto di istruzione, salto non correttamente anticipato dall'unità di Branch Prediction del processore) mettevano in ginocchio la CPU, con tempi biblici per tornare ad avere le ALU a regime.

Intel s'è inventata di tutto per tamponare il problema, ivi compreso quell'accrocco noto come HyperThreading, che cercava di sfruttare gli stadi vuoti delle pipelines facendoli apparire al sistema operativo come un secondo core. Non sarà stato un vero dual-core, ma qualcosa faceva.


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Addirittura un gioco simbolo del multithreading(in quanto sbandiera con la complicità di intel che supporta il quad core) cioè crysis, dai test non si nota differenza tra dual e quad core
Non sono riuscito a trovare in giro benchmark consolidati, ma trattandosi di un gioco totalmente nuovo c'è anche da dire che il suo motore grafico avrà un peso non indifferente sulla GPU, per cui questo può parzialmente nascondere le differenze tra dual- e quad-core. Sono storie già viste e sentite in innumerevoli occasioni.


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Il multithreading è sviluppato come ho detto a livello professionale, dove le risorse sono maggiori, sia hardware che software
Non direi: un software rudimentale come il Movie Maker che trovi in Windows XP è multi-threaded, basta che guardi come scalano le sue prestazioni passando da un single- ad un dual- e poi ad un quad-core. Certo non sarà un giochino 3D, ma neanche un'applicazione da migliaia di euro.


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Quello che viene elaborato nel secondo core è un paliativo con l'attuale architettura e a tratti è più veloce un athlon 3200+ di qlsiasi sistema dual o quad core
Se come benchmark usi il Campo Minato o il Solitario di Windows, ti posso anche credere.


Citazione:
ma prima fermi a un processo produttivo a 65nm, senza possiilità di crescere di potenza si è giocato, puramete per esigenze di marketing la discutibile carta del multicore
Ancora con questa storia. Prenditi un single-core, se ancora riesci a trovarne uno in giro, e prova a guardarti un film in HD su Blu-Ray o HD-DVD sul PC, se ci riesci. Ah, e senza imbrogliare, quindi niente schede video con accelerazione completa per la decodifica HD, tipo la Radeon HD 2600 o la GeForce 8600 GT, eh? Poi, quando avrai assistito a una graziosa sequenza di Powerpoint invece che un film, mi verrai a dire.


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Altro fatto i costi per noi utenti salirebbero notevolmete se si volesse realmete sfruttare il multicore.
Questa poi... i costi sono GIA' saliti, a voler ben guardare, ma io sono ben felice di pagarli, se in cambio ho un software che sostituendo un single- con un dual-core mi gira non dico il doppio ma quasi. E se passerò ad un quad-core mi girerà tre volte tanto rispetto al single-core. Sono convinto che queste sofisticazioni si pagano, ma il gioco val bene la candela. Uno studio professionale che grazie al multi-core riesce ad avere dei preview di viste 3D di un progetto di una casa in tempi più brevi, e arriva dal cliente velocemente con la preview fatta e pronta, ti voglio vedere se non ti porta dei soldini extra in cassa. Qui non è marketing. Qui è time to market. E' molto diverso il concetto.

Guardati queste pagine e poi tornami a dire se serve o non serve un quad-core. E la situazione, da ora in avanti, può solo migliorare, man mano che le software house prendono confidenza con il multi-threading, e i produttori di CPU rilasciano tools di sviluppo sempre più orientati al multi-threading.

http://www.tomshardware.com/2007/10/...ing/page6.html

Ciao
Filippo
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