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Vecchio 25-02-2008, 16.23.45   #28 (permalink)
federico
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L'addestramento degli astronauti.

L'orbiter è un mix ben assortito tra un aliante, un aereo e, ovviamente, una navicella spaziale. Gli astronauti devono essere addestrati tanto approfonditamente da affrontare qualsiasi situazione, anche la più complicata, possa verificarsi, sia come equipaggio dello Shuttle stesso, sia nel periodo di permanenza come equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale. Prova di ciò è stata l'estemporanea riparazione del guasto occorso al P6 Solar Array sulla ISS, durante la missione STS-120. La riparazione ha visto gli astronauti uscire svariate volte per la riparazione, uscite non programmate, che hanno reso la STS-120 una delle missioni più sorprendenti nella storia dello Shuttle.

Vorrei però, ora, illustrarvi l'addestramento dei piloti dello Shuttle. La domanda che mi sono sempre posto è: come fanno i piloti dello Shuttle a prendere manualità con le operazioni previste per il landing? Ovvero dove "prendono in mano" il veicolo e lo portano fino al touch down. Come fanno ad addestrarsi in una manovra che non prevede un go around? I motori dello Shuttle sono utilizzati, infatti, solo durante il lift-off e per impostare la navicella per il deorbit burn. Dopo di che viene esaurito il combustibile ed i motori rimangono spenti. Non si ha una seconda opportunità. Da quel momento l'Orbiter si trasforma in un aliante e veleggia, seppur con velocità e sollecitazioni elevatissime, fino al bordo pista, sia che si tratti del KSC sia che si tratti di Edwards AFB. Non sono previsti decolli dello Shuttle a soli fini addestrativi.

A tal fine, la NASA ha realizzato un velivolo a cui ha dato il nome di Shuttle Training Aircraft (STA). L'STA è un Gulfstream-2 modificato: il cockpit è del tutto identico a quello dello Shuttle ed il posto guida ha gli stessi identici comandi dell'Orbiter. Alcuni sedili posteriori sono stati rimossi per ospitare i sistemi di volo, del tutto identici a quelli della navetta spaziale. Graze a questi sistemi, l'STA riesce a ripordurre egregiamente il sentiero di discesa che i piloti dovranno affrontare durante le fasi dell'approach e del landing.

Le sessioni di training sull'STA avvengono presso il White Sands Space Harbor, in New Mexico. Il posto ideale, questo, in quanto non solo è fornito di una pista adatta per l'atterraggio dello Shuttle (condizione ovviamente necessaria), ma il suo spazio aereo è abbastanza appartato ed indisturbato rispetto ad Edwards AFB e al Kennedy Space center.

L'STA vola alla stessa maniera dello Shuttle (velocità, traiettorie, ecc.), ma simulare la sensazione di pesantezza che ha l'Orbiter non è stato facile. Per fare ciò viene estratto il carrello e dati i reverse in volo, a 30.000 piedi. Il NASA Research Pilot Triple Nickel spiega così la manovra: "...we lower the main gear of the STA and put the engines in reverse thrust. You know when a commercial plane lands and you're thrown forward after the wheels touch down? We do that at 30,000 feet.".

Prima di passare ad una missione sullo Shuttle, sia il comandante sia il pilota hanno collezionato oltre 1000 atterraggi con l'STA.

Ecco due foto dell'STA, nella seconda scortato da un T-38...





Fede
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Federico Cappellini
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